Nella tua vita hai nutrito cuccioli divenuti poi tigri;
hai fecondato brulle distese ed hai raccolto aguzze
rocce e quando il capo stanco hai poggiato
in cerca di ristoro ti hanno abraso la carne:
e ancora insisti?
Nella notte hai cercato di svelare della vita i misteri
e alla luce del sole non hai scorto il marcio
che pullula d'intorno.
Candidi sòn divenuti i capelli, rugose le mani
e stanchi anche gli occhi che eran pieni d'azzurro.
Nella tua vita quante illusioni hanno abbellito
il tuo piccolo cervello ma del tessuto grigio
ha scavato le fosse ai bellissimi sogni che facevi
e che sempre scordavi prima ancora dell'alba.
Non insistere più: spalanca la finestra
e vola lontano ove nessuno s'accorgerà
che sei stato un illuso ed hai trovato la tua
gioia più grande nel crearti illusioni.