
Accasciata,
lo sguardo smarrito.
Una donna pietosa,
la madre forse,
lacrime nascoste,
il terrore negli occhi,
la sorregge.
La prega di andare, di alzarsi, di sperare di fuggire.
Lì
non cambierà.
La sua vita è cambiata :
la sua non vita
l’accompagnerà per quel che le rimane.
Poco
tanto
indifferente.
E altre volte lo sguardo smarrito
l’orrore
il dolore
riempiranno gli occhi di una ragazza,
di una donna violata.
Lì
fra quei binari morti.
Morti
come la sua anima.
Intorno facce :
disperazione e sprezzo
L’una segue l’altro,
amore e infamia.
La seconda ha vinto.
In quegli occhi,
increduli,
in quella mano tremante che cerca di coprire
ciò che è stato sverginato,
non solo nella carne,
ma nel cuore.
Dal carnefice.
Da 1, 1000 carnefici
uguali, mai diversi,
una razza eletta.
Uguali, tutti uguali nella vigliaccheria,
distruggere creature inermi.
Uguali, tutti uguali nel disprezzo,
la presunzione di onnipotenza.
Uguali, tutti uguali nell’ignoranza,
ubbidire senza raziocinio.
Uguali, tutti uguali nella pochezza,
idioti buffoni manipolati.
Uguali, tutti uguali nell’assenza,
vuoti.
Vuoti d’amore, burattini …
un-due, un-due…attenti!
Ubbidienti, vigliacchi, vuoti e ciechi burattini.
Sempre più impettiti,
idioti dritti,
rigidi
per malcelare il vuoto.
Il vuoto di corpi senza anima né intelligenza.
Via via dice la donna
Via via prima che torni !
Quello
o mille altri.
Uguali,
bestie.
No, non bestie.
Idioti feroci
dietro una mente
feroce e lucida.
Lucida.
Nella sua pazzia.
Mighetto Ivana.